sabato 31 marzo 2012
IL PORTIERE DI ZEMANLANDIA
Ieri se n'è andato all'età di 43 anni, per un infarto, Franco Mancini portiere di zemanlandia. Per chi si ricorda quel Foggia, Mancini giocava sulla propria trequarti quando la squadra avanzava e per la retrograda opinione pubblica sportiva dell'epoca era come andare a sposarsi in mutande. Mancini sembrava un Batman in calzoncini pronto a correre come un pazzo fuori aerea e rinviare con la testa, i piedi o a stendere l'attaccante lanciato a rete. La conferma che vera zemanlandia è stata solo a Foggia è che un portiere del genere in Italia non si è più visto. Un'ultima postilla. Attualmente Mancini era il preparatore del Pescara del maestro boemo, la società abruzzese ieri sera ha chiesto il rinvio della partita di oggi contro il Bari, ma la Lega l'ha negato perché non ci sono i tempi tecnici per farlo.... Mah!! Che dire...
RML
venerdì 30 marzo 2012
RENGA, MARIONE E MOGGI... cap.3
In attesa della "bubbola" del calcioscommesse, dove molti già sono stati condannati, dove squadre sono già penalizzate ed altre addirittura stanno già in attesa del sorteggio di Zurigo per i preliminari di Champions, ieri sera è andato in onda il servizio delle Iene sul presunto ricatto ai danni della società Roma.
Ne avevo parlato QUA e poi QUA. Oggi terzo capitolo.
A mio avviso sono due gli spunti più interessanti da quello visto in tv ieri sera.
- dal montaggio che è andato in onda sono state eliminate le presunte accuse mosse da Renga & Co. sulla questione della "stecche" prese da Baldini e Baldissoni sui movimenti di mercato in uscita dei giocatori. Cosa che era ampiamente riportata sugli articoli immediatamente usciti sia su Repubblica che sul Corriere. Perchè mai è stato omesso questo passaggio dalle Iene? Quella, secondo me, era la diffamazione più importante, non certo tacciare di massoneria un avvocato e un dirigente calcistico... se non so massoni saranno qualcos'altro, ma non sono certo due semplici ferrotranvieri.
- alla fine del primo post mi chiedevo chi fosse il mandante e dall'articolo sul giornale, a firma di Chiocci e Malpica, appare il nome di Lucianone Moggi. A distanza i personaggi sembrano incastrarsi tutti, anche se nel corso degli anni ci sono state varie aderenze (almeno in pubblico) tra i tre.
La verità sarà sempre difficile da scoprire e visti gli argomenti trattati e i personaggi coinvolti forse non la sapremo mai e mi sento anche di dire che ce ne faremo una ragione. Se posso dare un giudizio mi sembra tanto che i presunti estersori siano più delle vittime e che siano stati messi in mezzo da qualcuno molto, ma molto più furbo di loro.
Aspettando scommessopoli e gli arresti divinati da Chicco Mentana barromoletto augura un buon weekend a tutti quanti, massoni e non....
RML
A mio avviso sono due gli spunti più interessanti da quello visto in tv ieri sera.
- dal montaggio che è andato in onda sono state eliminate le presunte accuse mosse da Renga & Co. sulla questione della "stecche" prese da Baldini e Baldissoni sui movimenti di mercato in uscita dei giocatori. Cosa che era ampiamente riportata sugli articoli immediatamente usciti sia su Repubblica che sul Corriere. Perchè mai è stato omesso questo passaggio dalle Iene? Quella, secondo me, era la diffamazione più importante, non certo tacciare di massoneria un avvocato e un dirigente calcistico... se non so massoni saranno qualcos'altro, ma non sono certo due semplici ferrotranvieri.
- alla fine del primo post mi chiedevo chi fosse il mandante e dall'articolo sul giornale, a firma di Chiocci e Malpica, appare il nome di Lucianone Moggi. A distanza i personaggi sembrano incastrarsi tutti, anche se nel corso degli anni ci sono state varie aderenze (almeno in pubblico) tra i tre.
La verità sarà sempre difficile da scoprire e visti gli argomenti trattati e i personaggi coinvolti forse non la sapremo mai e mi sento anche di dire che ce ne faremo una ragione. Se posso dare un giudizio mi sembra tanto che i presunti estersori siano più delle vittime e che siano stati messi in mezzo da qualcuno molto, ma molto più furbo di loro.
Aspettando scommessopoli e gli arresti divinati da Chicco Mentana barromoletto augura un buon weekend a tutti quanti, massoni e non....
RML
giovedì 29 marzo 2012
BICCHIERE MEZZO PIENO BICCHIERE MEZZO VUOTO [ale]
Champion's League, quarti di finali di andata. Tanti spunti e due sentenze. Iniziamo però dalla partita con maggiore fascino andata in scena nella due giorni di calcio internazionale.
Milan - Barcellona
Tante attese e, come sempre in questi casi, troppe per non essercene di disattese. Zero gol, tanto per iniziare. Le quote erano incredibili; tanto si dava per scontata la superiorità dei catalani, che il pareggio era dato a 4,20 (!!!). Non so se si capisce l'eccezionalità: pareggio a 4,20 in casa del Milan. Impensabile e comunque, a mio parere, quota sbagliata. Il pareggio era il risultato più probabile e pareggio è stato. La partita può essere letta essenzialmente in 2 modi. Bicchiere mezzo pieno, perché non aver fatto segnare il Barcellona (che andava in rete consecutivamente da una sessantina di partite) è gran risultato. Perché il Milan era rimaneggiato e non nelle migliori condizioni. Perché ora, nel ritorno, il Milan ha 2 risultati su 4 (la vittoria e il pareggio con gol) mentre il Barca dovrà solo vincere. Bicchiere mezzo vuoto, perché non si possono usare toni trionfalistici per un pareggio in casa, perché la partita è stata tattica ma deprimente e perché il risultato è stato raggiunto anche grazie ad un (ma forse anche due) rigore netto non concesso.
Apoel Nicosia - Real Madrid
I ciprioti sono stati la sorpresa di questa Champion's League. Pensare che sarebbero potuti andare oltre i quarti sarebbe stato un esercizio degno della più ardita fantascienza. Comunque hanno resistito 74' prima di cedere sotto i colpi di Benzemà e Kakà. Quest'ultimo protagonista con Marcelo, entrambi subentrati dalla panchina, del cambio di passo che ha portato alla vittoria le merengues.
Benfica - Chelsea
Bel risultato infine del Chelsea a Lisbona. I londinesi, dati troppo presto per spacciati, già dagli ottavi, mettono un piede in semifinale. Il licenziamento di Vilas Boas ha dato risultati, nulla da dire. Come non pensare quindi proprio al licenziamento dal Chelsea dell'illustre predecessore portoghese; infatti quando fu mandato via Mourinho, sostituito dall'impresentabile ma efficacissimo Avraham Grant, il Chelsea si ritrovò infine a giocarsi la finale di Champion's League contro il Manchester United nello Stadio Lužniki di Mosca . Partita persa ai rigori con l'emblema dello scivolone del capitano Terry sul dischetto.
OM - Bayern
Ecco la secondadelle 2 sentenze. Il Marsiglia è poca cosa. I tedeschi sono veramente una bella squadra, Gomez segna sempre. Tanta differenza anche se bisogna dire che i francesi hanno avuto comunque le loro chances. Il Bayern, se non fosse col Barca nella stessa parte del tabellone, sarebbe il vero antagonista proprio dei catalani alla vittoria finale. Di Robben abbiamo già detto tutto. Nel podio dei primi 3 lui c'è, insieme a Messi, Ronaldo e Rooney. Bè, che c'è, anche i 3 moschettieri erano 4.
ale
mercoledì 28 marzo 2012
NESTA ALESSANDRO DA CINECITTA'
A tutti quei soloni che da quasi dieci anni si sono riempiti la bocca con storie inventate, leggende metropolitane e storielle fantasiose, a tutti quelli che hanno affibbiato etichette a questo o a quello, a tutti quegli imbecilli pseudo laziali che gli tirarono le bottigliette dalla Tribuna Tevere, a tutti quelli che hanno avuto il "coraggio" di fischiarlo, a distanza di anni la verità viene a galla dalle parole del diretto interessato, con tanto di retroscena interessanti.... leggete va, e se ci riuscite, capite chi è Alessandro Nesta...
Un'ultima cosa se ci fosse stato un qualsiasi altro presidente al posto di Lotito Nesta sarebbe tornato alla base da un pezzo...
Passano gli anni, s’infrangono le speranze di rivederlo in biancoceleste ma i ricordi no, quelli non tramontano mai. Lui, il più grande capitano che la Lazio abbia mai avuto e che abbia mai visto crescere. Capitano silenzioso, fiero, onesto. Capitano che ha scritto le pagine più belle e interminabili della storia della SS Lazio. Lui, Alessandro Nesta e quel ricordo ancora nitido che infervora i cuori del popolo laziale. L’ex numero 13 è tornato a raccontarsi in un’intervista ai microfoni di Sky e poi riportata dal sito "Millenovecento". Un’intervista che ha il sapore di “confessione”, un’intervista che sa di Lazio, la sua Lazio.
I PRIMI PASSI:“Devo tutto a mio padre che per anni ha fatto sacrifici incredibili per portarmi in giro da una parte all’altra della città. Allenamenti, partite.. solo ora che sono genitore posso capire davvero. Per questo gliene sarò sempre riconoscente. L’altra persona a cui devo tutto è Volfango Patarca che mi ha visto giocare e mi ha subito portato nella mia squadra del cuore, la squadra della mia vita, la Lazio.”
LE ORIGINI: “Giocavo nella U.S. Cinecittà, società affiliata alla Roma. Mi volevano, ma io vengo da una famiglia profondamente laziale, così papà ringraziò ma disse di no. Nella mia zona eravamo circa 3000 famiglie e solo la nostra era di fede laziale.”
RICORDI ANCORA NITIDI: “Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile, ho giocato 8 anni da titolare nella prima squadra, ho fatto il capitano, ho vinto tanto e alzato tanti trofei, per questo la Lazio è e sarà sempre parte della mia vita.”
LA VERITA’: “Sono dovuto andare via, perché la Lazio aveva problemi economici molto seri: in un giorno hanno venduto sia me che Crespo. Il mio sogno era quello di giocare per sempre con la Lazio, ma non mi è stata data possibilità di scelta. La società in quel momento mi ha fatto uscire male di scena. Se mi fosse accaduto oggi, mi sarei difeso meglio e sarei stato in grado di gestire meglio la vicenda. Decisero di vendermi per fare cassa, ma passai io per quello che voleva andare via. Loro dovevano dire come stavano le cose, tanto la verità sarebbe venuta a galla. Dovevano dire che navigavano in cattive acque e che la Lazio era piena di debiti. Io avevo ricevuto tanto dalla Lazio ma avevo dato anche molto, meritavo più rispetto!”
I RICORDI, QUELLI BELLI.. “Il momento più bello? La conquista dello scudetto vinto in quel modo. Noi dentro lo stadio a guardare la Juventus che giocava, con 70mila persone sospese con noi. Poi il momento del trionfo, un’emozione impressionante, perché vincere a Roma non è come vincere altrove. Le immagini di quello scudetto le ho ancora scolpite nella testa. Non ho mai provato niente di simile nella mia vita…”
QUEL MALEDETTO DERBY: “In quella partita è stato bravo Montella, ma io proprio non c’ero con la testa quella domenica. Come tirava faceva gol e uno me lo sono fatto da solo. non cerco alibi o scuse ma per me, quella fu una settimana difficile. La società mi aveva convocato nei giorni antecedenti al derby, per dirmi che a fine stagione, dovevo andare via, perché non c’erano soldi. Mi avevano ceduto alla Juve. Io non volevo andare, ci sono state delle tensioni, è successo un casino quel giorno. All’intervallo di quello sciagurato derby, è bastata una scintilla per farmi esplodere, ho mandato tutti a quel paese e sono uscito di scena. Ero giovane.. ho sbagliato…”
“IL MIO CALCIO ERA LA LAZIO”: “potevo andare in molte squadre, avevo l’imbarazzo della scelta ma io volevo la Lazio, per me quello era il calcio, il mio calcio era la Lazio. Tante squadre mi hanno sempre cercato, ma io ho detto sempre di no. Poi il giorno dell’ultimo allenamento eravamo in campo a fare il torello a Formello. Arriva la chiamata del figlio del presidente, che mi ha detto che non avevo scelta e che dovevo andare via, che dovevo accettare per forza perché il mercato stava chiudendo. Non ho potuto fare nulla, mi hanno mandato via subito, neanche il tempo di prendere le mie cose perché avevo l’aereo per Milano. Quando arrivai a San Siro, dove c’era un derby amichevole ho visto anche Crespo e gli ho chiesto cosa stesse facendo lì. Lui mi ha risposto che l’avevano venduto all’Inter. A quel punto l’unica cosa che gli ho chiesto è stata: “Ma è rimasto quelacuno a Formello?”
UNA FERITA ANCORA APERTA: “Quel giorno per me è stato terribile. Mi hanno messo sul balcone a salutare la gente con una maglietta in mano, mi sono trovato in una realtà che non mi apparteneva. In conferenza con Galliani avevo una faccia da funerale, perché quello era il mio stato d’animo. Oggi mi sono ambientato, i successi aiutano a cancellare.. o quasi….”
RML
martedì 27 marzo 2012
UN BUSTO DI MARMO ALL'ETIHAD STADIUM [ale]
La rosa del Manchester City Football Club comprende, tra gli altri, Edin Džeko, Sergio Agüero, Samir Nasri, David Silva, Carlos Tévez, Yaya Touré e Mario Balotelli, cioè alcuni dei giocatori più forti in circolazione. Forti, giovani e probabilmente affamati, visto che tutti, strappati ad un calciomercato che li voleva nelle maggiori squadre d'Europa, hanno pochi titoli in bacheca. Eppure, nonostante una PremierShip carente per una volta nelle squadre più blasonate, oggi è secondo a 3 punti dal Manchester Utd. Eppure proprio lo United è da rivedere, visti i tanti cicli vincenti e i tanti giocatori ultratrentenni. L'Arsenal, tutto proteso nella costruzione dell'Emirates Stadium, dovrà per anni accontentarsi di giovani talentuosi sacrificando i pezzi migliori alle esigenze di mercato. Il Chelsea non solo è da rifare ma ha toppato il progetto Vilas Boas. Il Liverpool e il Tottenham non possono pensare ad altro che a rubare un posto ad un'eventuale mancanza tra i team già citati. E allora? E allora, è incredibile che il Manchester City non vinca il titolo. E' incredibile che oggi sia sotto lo United. E' incredibile che sia secondo dopo che ha comandato la classifica dall'inizio dell'anno. E' incredibile che non sia primo dopo che, con mere giustificazioni, è anche stato eliminato dalla Champion's League e che quindi si sarebbe potuto dedicare con la dovuta concentrazione alla Premier. Per tutte queste ragioni incredibili, se effettivamente la classifica finale non avrà i Citizens primi a fine anno, il responsabile si meriterà, perlomeno un busto in marmo. Tutto sarà, quindi, a trovare un abile scultore in grado di raffigurare il ciuffo di Roberto Mancini.
ale
lunedì 26 marzo 2012
TUTTI PIANO PIANO
Il fuoco del campionato cova sotto la cenere? O è già tutto deciso, Milan trifole, Juventus seconda imbattuta e la Lazio miracolata terza... Non credo proprio, per me ce n'è di cenere e pure parecchia.
Il Milan si appresta ad affrontare il doppio confronto con la squadra del secolo. La fesseria di far giocare T.Silva la pagherà molto, soprattutto in campionato. Nesta non è più in grado di reggere tre partite alla settimana, inoltre ci sarà la concreta ipotesi di una ricaduta. La Juventus non molla, barcolla ma nom molla, rallenta ma sta là e soprattutto non perde, Vucinic è la chiave di volta per i bianconeri, lo stranulato e talentoso montenegrino tre anni fa portò quasi da solo la Roma al titolo.
Per la corsa al terzo posto la Lazio sta sempre là sul pezzo ma è in chiara difficoltà di gioco e di uomini e poi bisogna essere onesti, quando ti dice bene bisogna ammetterlo, altrimenti quando poi dici che ti dice male non sei più credibile. Domenica c'era pure un rigore su ibarbone al primo tempo. A seguire c'è sempre il Napoli e l'Udinese con i friulani che probabilmente hanno superato la fase buia della stagione. Campionato magari non bello a livello tecnico ma pur sempre avvincente. Poi c'è la moda di definirlo mediocre ma non è che tutti si affrettano a defenirlo tale perché Inter e Roma stanno attardate... Cattiveria gratuita?
RML
domenica 25 marzo 2012
"ARIECCOCE"
Mini trasloco e lavoro mi hanno impedito di postare negli ultimi giorni. Cosa è successo nel frattempo? Juventus e Milan hanno dato vita ad una grande semifinale di ritorno di Coppa Italia. Passa la Juve, ma nei 90 minuti vince il Milan: prima squadra, tra i professionisti, ad espugnare lo Juventus stadium, prima squadra a battere i bianconeri nella stagione. Poi c'è stato il Napoli, che battendo il Siena, ha conquistato anch'essa la finale rendendo "buono" il sesto posto in campionato per la qualificazione in Europa league, Lazio e Roma ringraziano.
Ieri sera si è giocato Milan-Roma con la vittoria, prevedibile, dei rossoneri. Anche se nella forma la Roma non ha per niente demeritato, tutt'altro. La partita non è stata un granché. Il Milan con l'uscita di T.Silva schierava una linea difensiva con Zambrotta, Mexes, Bonera, Mensbah... Forse la Roma avrebbe potuto fare di più, ma nella Roma al momento non è previsto il tiro in porta. Una delle pochissime conclusioni dei giallorossi è stato uno scellerato "cucchiaio" di Totti da 30 metri. A Roma l'argomento Totti è di difficile "gestione", ma una cosa è certa che nel secondo tempo, con l'ingresso di Pjanic a trequartista, lì davanti c'era più gioco e più MOVIMENTO. Altro spunto è il fenomenismo che attanaglia il grande maestro di sci. Ma perchè la sostituzione gi Gago con La Mela? Pjanic girava a bomba lì davanti, cosa che La Mela non è in grado di fare, l'argentino è una seconda punta dai pochi gol tipo Recoba, ma forse crescerà. L'asturiano ha tante attenuanti nella stagione, vedi gli infortuni dei due difensori titolari, ma ogni tanto fa delle boiate niente male.
RML
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